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Sgridare i bambini serve davvero? Ecco un’alternativa

Quante volte abbiamo cercato di spingere il nostro bambino ad adottare comportamenti socialmente accettabili, ma lui non sembra sentire ragioni e mette seriamente alla prova tutta la nostra pazienza?

Questo magari ci porta ad urlare per la frustrazione o, peggio ancora, a dargli una sculacciata. Sappiamo che le urla e le botte non hanno alcuna utilità educativa, perché danno effetto nell’immediato ma portano ad assuefazione, spingendo il bambino a imitare i genitori, gridando e dando botte quando vuole qualcosa.

Ma come si può evitare tutto questo?

I capricci del nostro bimbo sono originati dalla stessa cosa che ci spinge ad urlare, la frustrazione. Qualunque  sia il motivo, per quanto assurdo, le sue lamentele esprimono un disagio o un dispiacere. Per questo è importante riuscire innanzitutto a comprendere i sentimenti e il punto di vista del bambino.

Quando tutti stanno perdendo la pazienza e sembra che la situazione stia precipitando, una soluzione potrebbe essere quella di un time out, prendendosi una pausa di riflessione per ritrovare la calma. Si prende atto della situazione, portando il bambino fuori dall’ambiente in cui avviene il problema, che sia in una stanza della casa o in un negozio.

Il bambino può restare da solo o, se necessario, il genitore può restare con lui in questo “esilio”. Magari lo si accompagna in camera sua, gli si spiega che può essere arrabbiato ma che non può continuare ad esserlo in mezzo agli altri, che deve imparare a controllare la sua rabbia.

La mamma e il papà possono commentare la situazione, facendo capire al bambino di aver compreso il suo disagio e aver capito come si sente. Il bambino si sentirà quindi compreso, pur dispiaciuto di essere stato allontanato, sapendo che ciò che gli serve è ritrovare il controllo delle proprie emozioni.

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