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8 elementi per garantire una crescita spensierata e gioiosa ai vostri figli

Esistono 8 elementi chiave in grado di migliorare, da subito, la relazione con il nostro bambino e che ci possono aiutare a comprendere i motivi che lo spingono a comportarsi in un certo modo. Eccoli.

  1. I bambini non si picchiano e non si puniscono. Un bambino cresciuto in mezzo alle coccole e con amore durante l’infanzia diventerà un adulto ben disposto e comprensivo, con un atteggiamento pacifico, felice e meno incline ad atteggiamenti manipolatori o difensivi. Sostituire uno schiaffo con un castigo o una privazione non porta alcun effetto. Meglio mostrare al nostro piccolo come si fanno le cose, cercando di comprendere i motivi per cui ha fatto qualcosa e accoglierlo, abbassandoci sempre al livello dei suoi occhi.
  2. Il bambino impara per imitazione, fino ai 6-7 anni, ma deve poter seguire un esempio fertile, in un ambiente privo di difficoltà. Il nostro bambino imita tutto ciò che facciamo e solo in questo modo può apprendere le regole e le buone maniere. Pertanto, osserviamoci e agiamo come vorremmo veder agire nostro figlio da adulto.
  3. Dopo i primi 6-7 anni il bambino comincia a costruirsi una propria idea di realtà. Ciò comprende il farsi un’idea di ciò che è giusto o sbagliato, dando un nuovo ruolo alla figura dell’adulto, che passa dall’essere il modello da imitare in modo istintivo, ad essere un elemento diverso da sé, inserito nello stesso ambiente, che deve meritarsi fiducia e può divenire il maestro a cui affidarsi nel grande gioco della vita. Rendiamoci meritevoli di questo ruolo, se lui ci stima, continuerà ad imitarci e ad ascoltarci, consolidando il nostro ruolo
  4. Non rimpiazzare l’amore con cibo e oggetti materiali. Ciò che il bambino vuole da noi è amore puro. Quando sente di non ottenerne abbastanza inizia a volerlo compensare con cibo e oggetti materiali. Per cui, amiamolo incondizionatamente, abbondando nella presenza e nell’ascolto. Solo così si sentirà effettivamente appagato.
  5. Scegliamo giochi utili per la crescita del bambino. È utile indirizzare gli acquisti verso giocattoli il meno elaborati possibile, in modo da stimolare creatività e fantasia.
  6. Prendiamolo in braccio. È un bisogno fisiologico del bambino. È una questione culturale, d’amore, di voler essere genitori ideali e di cercare di fare tutto bene. Quando nostro figlio lo desidera, quando si sente minacciato o ha paura di qualcosa, vuole il nostro abbraccio. Perché negarglielo? Tra l’altro, tutti i bambini che hanno fatto il pieno di coccole, nei primi anni, sono più felici.
  7. Regaliamogli la possibilità di dormire con noi la notte. In natura, nessun mammifero fa dormire i propri cuccioli lontani, in un momento in cui non sono ancora autonomi. È vero che molti esperti consigliano di metterlo nel lettino in un’altra stanza e di lasciarlo piangere finché non si rassegna. Ma se consideriamo il suo pianto come una richiesta di aiuto o un campanello di allarme, significa che nostro figlio non sta bene. Ciò significa che il vero metro di valutazione cambia e diventa la felicità del bambino, perché è evidente che un bambino che piange non è mai felice!
  8. Osserviamo e ascoltiamo. È importantissimo osservare per comprendere e ascoltare per permettere a nostro figlio di esprimere ciò che sente. La distanza crea invece incomprensioni, difficoltà nel riconoscersi e ad accettarsi vicendevolmente, proprio a causa di un mancato ascolto delle motivazioni che lo spingono ad un determinato comportamento e dei suoi disagi interiori.

Guardare nostro figlio gli permetterà di sentirsi amato ed accolto. Quindi:

  • Guardiamolo negli occhi quando ci rivolgiamo a lui
  • Abbassiamoci alla sua altezza ogni volta che è possibile e che vogliamo comunicargli qualcosa
  • Chiediamogli spesso come si sente, sentendosi ascoltato imparerà a sua volta ad osservare i suoi sentimenti e le sue emozioni
  • Quando rientra da scuola, ad esempio, evitiamo di chiedergli “com’è andata?” preferendo un “come ti senti? Come stai?”, che lo faranno sentire come messo al primo posto perché per mamma e papà è importante innanzitutto lui e non quello che fa.
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